Nel quartiere romano tanto caro alla premier Giorgia Meloni, la Garbatella, succede che progressivamente persone lì residenti da decine di anni si stiano trovando progressivamente senza casa alla scadenza del loro contratto di affitto, che loro vorrebbero rinnovare e che invece il committente privato preferisce non fare, ovviamente con tutti i problemi di chi deve cercarsi un appartamento in altra parte di Roma, dopo essersi radicato alla Garbatella. E succede così che gli stabili di via Badoero 51/61, davanti alla fermata metro Garbatella, dove ci sono 170 appartamenti, 112 siano già vuoti e altri 58 lo saranno entro il 2028 quando scadranno gli ultimi contratti di affitto. Vite, persone, famiglie, che pagano affitti a costo di mercato (oltre che le spese di condominio) e che vorrebbero continuare a pagarli. Come la maggior parte quelli che sono già dovuti andare via.

Persone comuni, classe media. Invece di strombazzare avveniristici e irrealizzabili piani casa da centomila abitazioni la presidente del Consiglio dovrebbe occuparsi di quelle che ci sono. È vero, in questo caso come in altri in quartieri limitrofi a Garbatella, si tratta di proprietari privati che possono gestire liberamente e legittimamente il proprio patrimonio immobiliare (in via Badoero gli stabili erano della Cassa Forense, che nel 2014 li ha ceduti ad altre società). Il risultato, però, è l'ulteriore gentrificazione di uno dei quartieri più popolari della città e l'esplosione di una emergenza sociale e abitativa dove potrebbe non esserci, emergenza endemica in moltissime altre zone della capitale. "La vicenda di via Badoero non è una questione di locazioni in scadenza. È una questione sul futuro della città. Quasi 170 appartamenti nel cuore di Garbatella. Oltre 110 vuoti da anni, svuotati progressivamente dal 2014 con la dismissione del patrimonio di Cassa Forense e la gestione affidata al Fondo Immobiliare Cicerone. I restanti 58 ancora abitati da famiglie, anziani, persone con disabilità, con contratti regolari ma in scadenza, senza risposte sul futuro. Nel pieno di una delle emergenze abitative più gravi che Roma abbia mai conosciuto - sottolinea Amedeo Ciaccheri, presidente dell'VIII municipio -. Capisco la legittimità formale delle procedure di dismissione. Ma la legittimità formale non esaurisce la questione politica. Lasciare oltre cento appartamenti vuoti in posizione centralissima, sottrarsi al confronto con le famiglie rimaste, non fornire alcuna informazione trasparente sulle intenzioni future — questo non è neutro. È una scelta. E ha conseguenze reali su persone reali".