Via Faenza, via Vacchereccia, via dell’Albero, via Guelfa e perfino piazza del Duomo, fronte battistero. Sono alcune delle strade, tutte in zone centrali e di pregio, con civici o porzioni di immobili di proprietà di Montedomini che, dopo il caso affitti brevi, sono finite nel mirino degli uffici della stessa agenzia di servizi alla persona.

Il motivo: le bozze dei contratti siglati per queste strade contengono tutte la stessa clausola con cui Montedomini consente al locatore di subaffittare l’immobile per uso turistico-ricettivo extra alberghiero. Insomma: mettere a reddito affitti brevi.

L’azienda, in questi giorni, sta ‘controllando’ se stessa con una verifica sui contratti (quasi tutti stipulati nel 2023 e uno nel 2025) per poi stabilire se gli avvisi pubblici dell’Asp abbiamo dato vita a casi analoghi a quelli di via Guelfa dove un appartamento dell’azienda sociale, concesso in locazione a privati, ospita b&b di lusso. Dai primi controlli interni la presenza di b&b, guest house e residenze turistiche nelle proprietà di Montedomini sarebbe registrata in meno di una ventina di appartamenti. Nulla di contrario alla legge, ma una bella gatta politica da pelare in tempi di regolamenti di ferro per limitarne l’invasione in città.