Sara Funaro, l’unica sindaca d’Italia, di una città d’arte come Firenze, che ce l’ha a morte con i turisti.Ha dell’incredibile il fatto che Funaro, a maggio, avesse deciso di estendere le nuove limitazioni su chi affitta le proprie case ai turisti, non solo al centro storico ma anche alla periferia (caso unico in Italia), sulla base dei risultati di una ricerca dell’università La Sapienza di Roma, salvo poi dare il via libera agli affitti turistici brevi per gli immobili di Montedomini, un’azienda di servizi alla persona, controllata proprio dal Comune.

Si tratta di una cosiddetta “azienda strumentale”, ovvero un ente in house del Comune che dovrebbe occuparsi esclusivamente di welfare e anziani. Eppure, dai documenti emerge che Montedomini abbia agito come un intermediario turistico, dando in locazione decine di immobili a società, spesso straniere, per finalità di affitto breve.

Prima di invocare crociate ideologiche e puntare il dito contro la “parassitosi” dei cittadini, come la chiama lei, l’amministrazione Funaro dovrebbe rispondere di una gestione del patrimonio pubblico che appare contrastante. La narrazione ufficiale di Palazzo Vecchio è quella di una crociata morale.

Funaro individua il nemico pubblico numero uno negli affitti brevi. Salvo poi fare il contrario per immobili del Comune. Secondo l’ipocrisia della sinistra, le piattaforme digitali sono l’unico problema dell’overtourism, la causa prima dello spopolamento del centro e il mostro che impedisce ai fiorentini di trovare casa. Gli stessi fiorentini che, proprietari di immobili magari lasciati da nonni o genitori, non dovrebbero essere liberi di farne ciò che vogliono.