Classe 1992, ho vissuto la mia infanzia a cavallo tra

analogico e digitale. Tra pixel e carta stampata, il mio obiettivo è quello di

scovare punti di dialogo…

Da tempo immemore il mondo dei burattini e quello delle fiabe, e della letteratura in generale, sono legate da un rapporto unico, dove una forma d’arte arricchisce l’altra portando lo spettatore in un viaggio unico in cui i personaggi fantastici diventano vivi e tangibili. Per questa ragione, in occasione della terza edizione del festival «Fili d’Arte», Fondazione Ravasio – Museo del Burattino ETS ha voluto celebrare il connubio tra teatro di figura e lettura. La manifestazione, che animerà Bergamo da giovedì 18 a sabato 27 giugno coinvolgendo alcuni luoghi significativi della vita culturale cittadina come il Museo del Burattino presso il Palazzo della Provincia di Bergamo, l’Auditorium Cult! – Palazzo della Libertà e la Biblioteca Tiraboschi, per il 2026 invita bambini, famiglie, giovani e adulti a scoprire il patrimonio del teatro di figura attraverso nove giorni di spettacoli, laboratori, visite animate e una mostra temporanea. A unire i diversi appuntamenti sarà il tema del passaggio “dalla pagina alla scena”, con fiabe classiche, testi letterari e racconti popolari che verranno reinterpretati attraverso burattini e pupazzi, il linguaggio del teatro d’ombre, la narrazione e il teatro d’attore, offrendo così al pubblico occasioni di incontro tra parola scritta e linguaggio scenico. L’inizio ufficiale del festival sarà giovedì 18 giugno alle 17.30 al Museo del Burattino con l’inaugurazione (a ingresso libero) della mostra «Storie in Baracca – Letteratura e fiabe nel teatro dei burattini dei Ravasio» a cura di Luca Loglio, direttore scientifico della Fondazione Ravasio – Museo del Burattino. La mostra tratterà della produzione favolistico-letteraria e il teatro dei burattini dei coniugi Ravasio, sviluppando un parallelismo tra alcuni titoli del grande maestro bergamasco e i medesimi titoli del maestro burattinaio bolognese Romano Danielli.