HomeCultura e SpettacoliI burattini e il passato che non passa. Le possibilità di un incontro ’muto’Una panchina. Due anziani burattini, a figura umana. Delle ombre alle loro spalle. Una manciata di fiori. Dove siamo? Da...Una panchina. Due anziani burattini, a figura umana. Delle ombre alle loro spalle. Una manciata di fiori. Dove siamo? Da...Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciUna panchina. Due anziani burattini, a figura umana. Delle ombre alle loro spalle. Una manciata di fiori. Dove siamo? Da qualche parte fra la realtà e il ricordo. Quello che è stato e quello che sarebbe potuto essere. Ma saranno solo le immagini ad accompagnare negli angoli bui della malinconia.
Perché Gaia Amico e Nicola Lorusso hanno infatti scelto di fare a meno della parola per il loro "IF - Sulle possibilità di un incontro", stasera in Palazzo Sormani per la rassegna estiva del Menotti. Lavoro che ha vinto Scintille e Giovani Realtà del Teatro, due premi solidi nel settore. Cresciuto fra residenze e spazi indipendenti.
In cui emerge una poetica che sulla carta un po’ ricorda l’immaginario dei Gordi, per rimanere nell’orizzonte milanese. Mentre il titolo sembra omaggiare (chissà) il meraviglioso film del 1968 di Lindsay Anderson. Se volete farvi un regalo, andate a recuperarlo. Potreste improvvisamente osservare il mondo con occhi diversi. Ma se in quel caso le possibilità su cui si ragionava erano legate a un senso di ribellione e di surreale furia esistenziale, qui siamo in una sorta di antitesi. Non a caso si parla di "un piccolo frammento poetico e nostalgico, in bilico tra la vita e la morte". Dove protagonisti sono questi due puppet agée costruiti da Gaia Amico.






