HomePistoiaCronacaA Momigno l’arte ferma il tempo. Dario Longo rilegge il paese che fuCon le sue installazioni richiama la fatica del legno di castagno, la pista da ballo e i racconti a veglia«Un racconto a veglia» è l’installazione qui alle spalle di Dario Longo, in basso la pista del Forrone, com’era il 7 agosto del 1980, piena di gente che ballavaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLo spunto è stato la festa di paese. E tutto quel che già accade in situazioni simili – la comunità che si muove, si raccoglie, si ritrova –, ha finito per alimentarsi di nuova forza e spinta grazie a qualcosa "nato da sé". Siamo a Momigno, dove da qualche giorno sono comparse delle installazioni in alcuni punti ‘strategici’ del paese realizzate da Dario Longo assecondando proprio quel moto spontaneo di cui sopra, a partire da una naturalezza e una gentilezza che da sempre accompagna ogni opera di Dario. Al punto che basta un’occhiata per dirle "autoctone", in quel luogo da sempre.
La prima tappa di questo piccolo tour è al campo davanti alla chiesa dove fa mostra di sé "L’albero della cuccagna", i cui frutti sono lettere e dunque parole – via, vita, verità. Il richiamo è ai castagni così diffusi da queste parti, alla fatica che si fa sui sentieri di montagna per conquistarsi lo spiazzo nel quale riposare. Direzione campo davanti alla la chiesa, dove si trova "Tramandare". Ancora legno, ancora castagno, stavolta a evocare il concetto di "legame", tipico della comunità montana, dove si sta vicini e si condivide più che altrove.







