Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIl linguaggio, prima ancora della comicità, è la materia con cui Alessandro Bergonzoni continua a misurarsi. Da oltre 40 anni l’attore e autore bolognese costruisce spettacoli in cui il gioco di parole diventa uno strumento per mettere in discussione il presente, spostando continuamente il significato delle cose. È questa ricerca che approda anche alla Spezia con ‘Arrivano i Dunque (Avannotti, sole Blu e la storia della giovane Saracinesca)’, in programma stasera, alle 21.30 in piazza Europa, nell’ambito del La Spezia Estate Festival.
Scritto e interpretato dallo stesso Bergonzoni, con la regia firmata insieme a Riccardo Rodolfi e la produzione del Teatro Carcano, lo spettacolo arriva dopo la lunga tournée di Trascendi e Sali e prosegue un percorso artistico che unisce teatro, riflessione civile e sperimentazione linguistica. In scena non c’è una narrazione lineare, ma un flusso di immagini, neologismi e associazioni inattese che invitano il pubblico a cambiare prospettiva più che cercare risposte.
Lo stesso Bergonzoni definisce il lavoro "un’asta dei pensieri dove cerco il miglior (s)offerente per mettere all’incanto il verso delle cose: magari d’uccello o di poeta". Una dichiarazione che sintetizza il metodo dell’artista, da sempre orientato a forzare la logica della lingua per aprire nuovi spazi di interpretazione. Al centro dello spettacolo torna anche il concetto di ‘C’realtà’, neologismo coniato da Bergonzoni per indicare la necessità di ripensare il rapporto con il reale attraverso l’immaginazione e il linguaggio.








