Negli ultimi anni si sono affermati diversi standard sociali volti a promuovere condizioni di lavoro eque, inclusive e rispettose della dignità delle persone. Il più noto a livello internazionale è la norma SA 8000, nella sua versione più recente SA 8000:2026, che ha aperto la strada a un filone di standardizzazione progressivamente arricchito da nuovi strumenti. In Italia, un ruolo di primo piano è ricoperto dalla UNI/PDR 125:2022 “Sistema di gestione per la parità di genere”, che ha acquisito rilievo anche grazie all’inserimento nel contesto normativo nazionale del c.d. gender pay gap, tema cui si ricollega direttamente il decreto approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri del 30 aprile 2026, recante il recepimento della direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza salariale.Analizziamo le implicazioni che l’implementazione, il mantenimento, la valutazione e la verifica di tali standard generano sul piano della protezione dei dati personali, con particolare riferimento a quelli appartenenti alle categorie particolari ai sensi dell’art. 9 del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR). L’obiettivo è fornire un quadro tecnico-operativo utile ai soggetti coinvolti (responsabili HR, auditor, DPO, consulenti privacy e responsabili dei sistemi di gestione, ecc.) — affinché possano affrontare con consapevolezza le criticità che questo tipo di standard comporta.Indice degli argomenti