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In Cina la tomba dell’imperatore Qin Shi Huang non viene aperta da più di 2mila anni: il sito ha un enorme valore storico e si ritiene contenga reperti importanti, ma sono solo congetture, dato che la Cina non l’ha mai aperto né esplorato direttamente, nonostante sappia esattamente dove si trova.

Qin Shi Huang visse nel Terzo secolo avanti Cristo e durante il suo regno unificò la Cina, che prima era suddivisa in sette regni. Fu uno degli imperatori più importanti della Cina, tanto che una delle teorie sull’origine del nome del paese lo fa derivare proprio dalla sua dinastia (cioè Qin, che si pronuncia “cin”). Tra le altre cose fu lui a iniziare la costruzione di quella che diventò la Grande Muraglia e per la sua morte fece costruire un enorme mausoleo sotterraneo a una trentina di chilometri a est dell’odierna città di Xi’an, nella Cina centrale. Lì si trovano la sua tomba, costruita tra il 246 a.C. e il 208 a.C., e molte altre strutture e siti archeologici, tra cui il famoso esercito di terracotta.

La tomba vera e propria è all’interno di un tumulo a forma di piramide, che in origine era alto più di 100 metri. Oggi è coperto di vegetazione, ma la sua forma è comunque riconoscibile. La base ha un’estensione superiore a quella di altre grandi costruzioni dell’antichità più famose in Occidente, come la piramide di Cheope, in Egitto. Il sito intorno alla tomba è aperto ai turisti ed è stato studiato dagli archeologi, che però si sono concentrati soprattutto sull’area attorno al tumulo, scoprendo moltissime stanze sotterranee dove erano state sepolte sculture e altri manufatti in onore dell’imperatore.