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Un accordo, quello tra Iran e Stati Uniti, che poggia su alcuni punti fermi e che dovrebbe essere finalizzato in Svizzera. Ma che viene visto da molti osservatori come un punto di partenza, seppur importante e concreto, più che un punto di arrivo. Tanto che il presidente americano, Donald Trump, in una telefonata al New York Times, ha avvertito Teheran: se l'Iran non riuscisse a raggiungere un accordo nucleare definitivo con gli Stati Uniti - un processo che dovrebbe iniziare venerdi in Svizzera - gli Usa riprenderanno gli attacchi militari contro Teheran o diventeranno "il guardiano del Medio Oriente" in cambio del 20% delle entrate della regione.

Intanto trapelano i contenuti principali dell'intesa preliminare raggiunta tra Stati Uniti e Iran dopo mesi di intensi negoziati. Secondo "Al Arabiya" che cita fonti qualificate, Washington si impegna a cessare tutte le operazioni militari su ogni fronte, inclusa la linea libanese, per stabilizzare la situazione regionale e impedire un allargamento del conflitto. Gli Stati Uniti si impegnano inoltre a sollevare l'assedio imposto all'Iran e a procedere a un graduale alleggerimento delle sanzioni americane e internazionali, legato all'attuazione dei vari punti dell'accordo. Tra le misure economiche, è previsto il sollevamento delle restrizioni sulle esportazioni di petrolio iraniano, che consentirà a Teheran di riprendere parte della sua attività economica e commerciale. In cambio, l'Iran si impegna a riaprire lo Stretto di Hormuz alla navigazione internazionale entro 30 giorni, garantendo il libero flusso del commercio globale e dell'energia. Teheran si impegna inoltre a non produrre, possedere o acquisire armi nucleari, clausola definita da Washington come "pilastro fondamentale" dell'intesa. L'accordo prevede anche negoziati entro 60 giorni per lo smantellamento delle scorte di uranio arricchito.