Classe 1991, giornalista e bergamasca nell’anima. Ho iniziato a scrivere per L’Eco di Bergamo nel 2013 e da allora non mi sono più fermata. Coloro le mie giorn…

C’è una scena che mi torna spesso in mente quando si parla di popoli lontani. Non arriva da un viaggio esotico ma da una fotografia vista molti anni fa. Ritraeva alcune persone attorno a un fuoco. Nessuno parlava. Nessuno guardava un telefono, uno schermo, un orologio. Stavano semplicemente lì. Insieme. Ricordo di aver pensato che quella immagine raccontasse qualcosa che avevamo perso, più noi che loro. Forse è per questo che ogni anno « Lo Spirito del Pianeta » continua ad attirare migliaia di persone. Perché, al di là degli spettacoli, delle musiche e dei colori, propone una domanda che riguarda tutti: cosa significa oggi sentirsi parte di una comunità? Dal 18 giugno al 4 luglio Casirate d’Adda tornerà ad accogliere il festival internazionale dei popoli indigeni e delle tradizioni del mondo nell’area «Gerundium». Poi, dal 30 luglio al 16 agosto, il viaggio proseguirà ad Albino, in viale Bachelet. Due appuntamenti per una manifestazione culturale che continua a richiamare visitatori da tutta la Lombardia e da molte altre regioni italiane. «Lo Spirito del Pianeta» nasce da un’intuizione semplice e insieme ambiziosa di Ivano Carcano e Simayiai Maasailady: creare uno spazio in cui culture differenti possano incontrarsi senza filtri, raccontarsi e condividere la propria visione del mondo. Un luogo dove la parola «diversità» non sia motivo di distanza ma occasione di conoscenza.