Giovedì 18 giugno 2026, ore 8:30. La campanella squilla nei corridoi per oltre 527mila maturandi: comincia il tema d'italiano. Gli scritti, poi gli orali. Inizia un esame che, nel suo complesso, non somiglia più a quello dei fratelli e delle sorelle maggiori dei ragazzi che lo affrontano oggi.

La riforma firmata dal ministro Giuseppe Valditara - decreto-legge 127/2025, poi legge 164 - ha riscritto le regole e perfino il nome: archiviato il freddo “Esame di Stato”, torna la “Maturità”. E la massima attribuita a Plutarco, “La mente non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere”, potrebbe essere il manifesto della nuova era. Nei propositi della legge è uno dei passaggi fondamentali. Se diventerà davvero realtà, però, lo sapremo negli anni a venire. Ecco il nostro viaggio dentro le nuove regole. All’orale quattro materie Niente più sorteggio dell’immagine o del testo a sorpresa. L’orale si apre con lo studente che riflette sul proprio percorso. I professori non rincorrono più i collegamenti su tutto il programma: si concentrano su quattro discipline, fissate dal ministero dell’Istruzione e del Merito a fine gennaio. Al Classico tornano italiano, latino, storia e matematica; allo Scientifico italiano, matematica, storia e scienze. Meno materie, più profondità, come decenni fa. Anche la Commissione dimagrisce: da sette a cinque membri, due interni, due esterni e un presidente. Si insedieranno 13.989 Commissioni. Chi fa scena muta è bocciato L'anno scorso alcuni studenti con la promozione (60) già in tasca si sono seduti davanti alla Commissione e hanno scelto di tacere, per protesta. Quella scappatoia è chiusa: il rifiuto di sostenere il colloquio vale la bocciatura automatica, a prescindere dai crediti accumulati. L’orale torna a pesare, fino a 20 punti sui 100. Il voto sulla crescita personale «Non chi sai, ma chi sei»: si annuncia così la rivoluzione della Maturità 2026. È la novità che ribalta la filosofia dell’esame. Per la prima volta la griglia premia con un punteggio il «grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità» del candidato: fino a 5 punti dei 20 dell’orale. Lo ha spiegato a Rai Scuola Carmela Palumbo, capo dipartimento del Mim: «La scuola non misura solo quanto hai memorizzato, ma chi sei diventato in cinque anni». Contano le esperienze dentro e fuori l’aula - Formazione Scuola Lavoro (i nuovi Pcto), educazione civica, volontariato - raccolte nel Curriculum dello studente. La condotta diventa decisiva Prima il voto in condotta contava poco: bastava il sei e non pesava sul voto finale. Con la riforma il comportamento torna a contare. Il cinque vale la bocciatura; il sei fa scattare la sospensione del giudizio e l’obbligo di portare all’orale un elaborato critico sulla cittadinanza attiva; per il credito massimo, e per i bonus, serve almeno il nove. Un esempio: lo studente con la media dell’otto ma un sei in condotta, che un tempo sarebbe filato liscio verso il diploma, oggi dovrà discutere quell'elaborato e resterà escluso dal credito massimo. Le tracce e il diploma digitale Le sette tracce del tema - due analisi del testo, tre testi argomentativi, due di attualità - restano blindate nella cassaforte del ministero e si scoprono solo all'apertura dei plichi telematici, la mattina del 18. Il resto è toto-tracce: anniversari letterari e pronostici impazzano su Skuola.net e Studenti.it: sono le scommesse dei portali.