Nelle tre province romagnole restano scoperti 843 posti di personale Ata-Amministrativo, Tecnico e Ausiliario per il prossimo anno scolastico, dopo la conclusione delle operazioni di mobilità territoriale e professionale 2026-2027. Lo rileva, in una nota, la Cisl Scuola Romagna: il dato romagnolo pesa per oltre un quarto sul totale regionale dell’Emilia-Romagna, che conta 3.144 posti vacanti. Secondo l’analisi del sindacato la situazione più critica è a Forlì-Cesena, con 338 posti scoperti, seguita da Ravenna (269) e Rimini (236).

In tutte e tre le province la carenza si concentra sui collaboratori scolastici — il personale che lavora negli edifici — che da soli assorbono circa due terzi dei posti vacanti provinciali. A questi si aggiungono le supplenze fino al 30 giugno legate all’organico di fatto, che ogni anno producono centinaia di incarichi precari aggiuntivi.

"Quasi 850 posti scoperti in Romagna dopo la mobilità non sono un dettaglio tecnico, ma la misura concreta di quanto gli organici Ata siano sottodimensionati — osserva nella nota Alessio Gaudioso, segretario generale della Cisl Scuola Romagna —: istituti che rischiano di partire a settembre senza personale stabile, e lavoratori che da anni assicurano servizi essenziali in attesa di una vera prospettiva di stabilizzazione". Il sindacato chiede che tutti i posti vacanti siano destinati alle immissioni in ruolo, superando il solo turn over legato a pensionamenti e dimissioni.