Un gabbiano adulto, in seria difficoltà, è stato segnalato alla polizia locale da una turista che l’aveva notato in un cespuglio in via Ugo Bassi, tra l’hotel Regent e la stazione ferroviaria di San Benedetto. La centrale operativa ha mandato una pattuglia per verificare la presenza del volatile ed ha poi chiesto l’intervento del Centro Recupero Animali Selvatici (Cras), che opera nelle province di Ascoli, Fermo e Macerata. Al di la delle condizioni del gabbiano, la notizia è un’altra ed impone una riflessione: quella dello smaltimento dei rifiuti indifferenziati, che non devono assolutamente contenere cibo, vale a dire umido.
Il perché lo spiega Nazzareno Polini responsabile del Cras: "I gabbiani vanno in difficoltà dopo aver mangiato in discarica sostanze che contengono botulino. Se ne ha ingerito molto, il gabbiano muore, se ne ha mangiato poco basta un’abbondante reidratazione per poterlo salvare". Polini poi scende direttamente al problema: "In discarica la gente non deve far arrivare il cibo tramite l’indifferenziata, poiché nei sacchetti, col passare dei giorni, nella fase di decomposizione si genera il botulino che mette a repentaglio non solo i gabbiani, ma la vita di diversi animali che vanno nelle discariche a procurarsi cibo. Nei mesi di giugno e luglio eseguiamo sul territorio di nostra competenza fra i 30 ed i 50 interventi ogni giorno, con una media di circa tremila recuperi ogni anno". Una discreta percentuale riguarderebbe animali morti dopo aver ingerito botulino mangiando sostanze organiche nelle discariche, dove, lo ripetiamo con forza, dovrebbe finire soltanto il cosiddetto ‘secco’: un piccolo gesto di attenzione per evitare problemi a persone e animali.









