La faccia ce l’ha messa una donna, Laura Ravetto, recente acquisto di Futuro nazionale, che ha presentato un emendamento alla legge elettorale con i colleghi di partito Emanuele Pozzolo, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello per ridimensionare le «quote rosa». Ravetto e gli altri chiedono di abbassare il numero dei posti da riservare alle donne nelle liste elettorali, alzando dal 60 al 65 per cento il tetto in vigore per la prevalenza di un sesso. Al nostro Marco Cremonesi, sul Corriere, la deputata ha spiegato che «i seggi devono andare ai migliori, a prescindere dal genere». Altrimenti, di questo passo, «oltre alle quote rosa dovremo fare quelle per le minoranze etniche, o quant’altro». E, signora mia, chissà dove andremo a finire.

Al mondo al contrario, come minimo, quello su cui ha costruito la sua fortuna il generale Roberto Vannacci, il quale, per inciso, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo, sul tema ha voluto specificare che la proposta di ridimensionamento di genere fosse sua, sia mai passasse il messaggio sbagliato di una donna con idee proprie (per quanto avvilenti). Si potrebbe aggiungere molto. Ma qui faccio solo un ripasso striminzito, prendendo in ordine sparso spunti dal nuovo saggio di Serena Dandini scritto per Einaudi, Paura non abbiamo.