Non ci sono solo incentivi e sgravi dietro l’impennata dell’occupazione a trazione meridionale che si è registrata negli ultimi anni. Ma è stato decisivo anche il contributo arrivato dalle politiche attive per il lavoro, finanziate con i fondi del Pnrr. I dati aggiornati al 30 aprile sul Programma GOL (sigla che sta per Garanzia di occupabilità dei lavoratori), visionati dal Mattino, confermano un dato che rappresenta un cambio di passo rispetto al passato: nel Mezzogiorno è cresciuto in modo netto la quota di persone che, dopo essere state prese in carico dai servizi per l’impiego e dai percorsi di politica attiva, sono riusciti ad accedere a un contratto di lavoro di almeno sei mesi.

Nelle otto regioni meridionali considerate - Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia - il numero complessivo delle persone raggiunte dal Programma Gol supera, infatti, i 2,1 milioni mentre circa 800mila persone hanno trovato un’occupazione dopo aver seguito i corsi di formazione. Il dato più rilevante riguarda il confronto fra la condizione precedente e quella successiva alla presa in carico. In tutte le regioni del Mezzogiorno, la percentuale di assunti dopo l’ingresso nel Programma supera nettamente quella degli occupati prima dell’avvio del percorso. La differenza è consistente ovunque: si va dal +26,8% della Calabria al +37,6% dell’Abruzzo. Nel mezzo ci sono risultati importanti in Molise, Puglia, Sardegna, Basilicata, Sicilia e Campania. Il report A livello nazionale il Programma Gol ha coinvolto 4.837.677 persone, con 2.028.498 occupati, pari al 42,1% degli individui presi in carico. Il Mezzogiorno pesa in modo decisivo su questa platea. La Sicilia è la regione meridionale con il numero più alto di beneficiari raggiunti (606.444) seguita dalla Campania con 597.139 beneficiari. Ma la parte più interessante del dossier preparato dal ministero del Welfare e relativo al Mezzogiorno è quella che distingue fra chi aveva già un rapporto di lavoro prima della presa in carico e chi è stato assunto dopo l’ingresso nel Programma. In Abruzzo, su 35.305 occupati complessivi, 32.094 risultano assunti dopo la presa in carico, pari al 41,8% degli individui raggiunti. Prima del Programma erano 3.211, pari al 4,2%. Il differenziale è il più alto del Mezzogiorno: +37,6 punti percentuali. In Basilicata gli assunti dopo la presa in carico sono 18.613, pari al 36,5% delle persone raggiunte, contro 1.840 prima del percorso, il 3,6%. La differenza è di 32,9 punti. In Calabria, dove la platea è molto più ampia e le difficoltà del mercato del lavoro restano marcate, gli assunti dopo l’ingresso in Gol sono 58.065, pari al 29,5%, contro 5.412 precedenti, il 2,7%. Anche qui lo scarto, pari a 26,8 punti, resta significativo. La Campania registra 179.823 assunti dopo la presa in carico, il 30,2% delle persone raggiunte, contro 17.845 già occupati prima dell’ingresso nel Programma, pari al 3%. La differenza è di 27,2 punti. In Puglia il Programma mostra una spinta ancora più forte: 158.853 assunti dopo la presa in carico, pari al 36,44% dei senza lavoro coinvolti, contro 12.939 prima del percorso, pari al 3%. Il differenziale è di 33,44 punti. In Sardegna gli assunti dopo la presa in carico sono 69.077, pari al 36,8%, mentre quelli già occupati prima erano 6.841, il 3,6%. La crescita è di 33,2 punti. In Sicilia, infine, gli assunti dopo l’ingresso nel Programma sono 208.318, pari al 34,4% della platea raggiunta, contro 15.264 prima della presa in carico, appena il 2,5%. Il differenziale è di 31,9 punti. La durata Il dato sulla qualità minima del rapporto di lavoro è un altro elemento non secondario. Il report considera infatti gli assunti con un contratto di almeno sei mesi. Non si tratta, dunque, soltanto micro-rapporti occasionali o esperienze brevissime, ma di rapporti di lavoro dotati di una durata minima significativa. La quota dei nuovi rapporti sul totale degli occupati conferma il peso della presa in carico. In quasi tutte le regioni meridionali si supera il 90%. In Sicilia si arriva al 93,2%, in Puglia al 92,5%, in Calabria al 91,5%, in Campania, Basilicata e Sardegna al 91%, in Abruzzo al 90,9%. Il Molise si ferma appena sotto questa soglia, all’89,8%. A livello nazionale la quota è pari al 91%. In altre parole, la gran parte degli occupati rilevati dal Programma risulta essere stata assunta dopo l’avvio del percorso. «I dati - concludono al ministero del Lavoro - sottolineano il ruolo del Programma Gol come leva efficace di attivazione e reinserimento lavorativo. La differenza tra prima e dopo la presa in carico è un indicatore chiaro di efficacia delle politiche attive, con risultati omogenei e solidi in tutte le regioni del Mezzogiorno, all’interno di un contesto in cui la domanda di lavoro è vivace».