Anche nel primo trimestre del 2026, la dinamica del mercato del lavoro italiano è in chiave Sud, confermando la tendenza iniziata nel dopo-Covid e consolidatasi negli ultimi tre anni. È nel Mezzogiorno, infatti, che si registra anche ad inizio anno il maggiore incremento del tasso di occupazione rispetto allo stesso periodo del 2025 (+0,3% contro +0,2% del Centro e -0,3% del Nord), trascinato soprattutto dalle donne (+0,9% rispetto al +0,3% della media nazionale) nonostante la loro partecipazione attiva al lavoro non raggiunga ancora il 40%. Ed è sempre al Sud che si riscontra il calo maggiore del tasso di disoccupazione (-3,3% contro il -1,5% della media Italia), con le donne ancora una volta protagoniste (-4,0% rispetto al -1,8% della media Italia). Sull’altro piatto della bilancia va però registrato un nuovo aumento degli inattivi (+2,5%) anche se l’Istat, che ha diffuso ieri i dati del primo trimestre, ricorda che la tendenza è nazionale (+1,0 punti), «con un aumento più marcato tra gli uomini, nel Mezzogiorno e tra i giovani fino a 35 anni». Tra gli inattivi, inoltre, la crescita «si concentra tra coloro che dichiarano di non cercare lavoro perché in attesa di esiti di passate azioni di ricerca, perché in pensione o non interessati, o per motivi di studio (+157 mila, +3,5%)», mentre «si riduce ulteriormente il numero di scoraggiati, ovvero di quanti non cercano un impiego perché ritengono di non riuscire a trovarlo, (-147 mila, -18,1%)».