| 14 Giugno 2026 15:01 |

3 minuti per la lettura

(Adnkronos) – “Forse il dilemma dei centristi del Pd sta più nelle loro qualità che nei loro difetti. La loro natura infatti è prudente, la loro andatura è circospetta, la loro pazienza ha qualcosa di proverbiale. E così, hanno lasciato passare il tempo, mentre il centrosinistra -o campo largo che dir si voglia- ha preso forma attorno a suggestioni e parole d’ordine che non erano quasi mai le loro. Essendo moderati per natura, sono stati moderatissimi verso quelli che sono diventati i loro padroni di casa. E per quanto si siano ascoltate critiche, moniti, preoccupazioni, sollecitazioni a cambiare rotta, alla fine è sempre prevalsa la buona creanza. La progressiva radicalizzazione del centrosinistra li ha fatti soffrire ma mai fino al punto da prendere un’iniziativa che favorisse un vero e proprio mutamento di scenario.

Sono mesi e mesi che da quelle parti affiorano mugugni e lamenti per la piega troppo radicale che ha preso il centrosinistra. E con essi annunci di nuovi partiti e nuove sigle affacciate verso il glorioso passato. La nuova Margherita, il ritorno all’Ulivo del tempo che fu, il ‘civismo’ (qualunque cosa voglia dire), le mille altre suggestioni che avrebbero dovuto determinare un cambio di passo, bilanciando e piegando verso il centro le spinte più radicali che nel frattempo avevano saldamente occupato il quartier generale degli eserciti di opposizione.