Il Consiglio di Stato ha negato la sospensiva contro la revoca delle licenze, e ora la struttura non può più organizzare matrimoni: la stagione estiva è già compromessa.
Matteo Giordano, volto, insieme alla moglie Imma Polese, de "La Sonrisa"
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«Siamo spiacenti ma non ci sono camere disponibili», dice la pagina web alla voce «prenotazioni» e non solo per giugno e luglio, anche per i mesi a venire. Tuttavia lo spettacolare cancello al numero 500 di via Stabia a Sant'Antonio Abate, mezz'ora d'auto da Napoli, per questa domenica 14 giugno 2026 è ancora aperto, c'è una festa a tema scaramanzia. E di «bona ciorta» c'è sicuramente bisogno, visto che la razionalità ha esaurito le sue possibilità.
C'è aria di conto alla rovescia al ristorante hotel "La Sonrisa", divenuto noto come il "Castello delle cerimonie" grazie ad una fortunato reality televisivo sui matrimoni «alla napoletana», quelli kitsch, che durano ventiquattr'ore, dal menu pantagruelico e con una scaletta di cantanti che nemmeno Sanremo. Dal Consiglio di Stato una parola definitiva Negli ultimi giorni il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta cautelare presentata dalla famiglia Polese, gli eredi di don Antonio Polese, morto ormai dieci anni fa, contro la revoca delle licenze disposta dal Comune di Sant'Antonio Abate. La conseguenza è immediata: il complesso resta formalmente aperto, ma non può svolgere attività alberghiera e di ristorazione. In pratica non può organizzare matrimoni, ricevimenti, feste private ed eventi. Le prenotazioni risultano sospese e la stagione estiva, che rappresenta il cuore del fatturato della struttura, appare ormai compromessa.












