«Mi dispiace non possiamo accettare altri eventi», al call center della "Sonrisa" non ci sono appuntamenti da prendere, l’albergo non ha disponibilità di camere scegliendo la prenotazione on line, e per feste e cerimonie da programmare è tutto fermo. Eppure dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha rigettato il ricorso della famiglia Polese contro il provvedimento del Comune di Sant’Antonio Abate che aveva disposto il ritiro delle licenze, i cancelli sono aperti, il parcheggio è pieno di auto.

Il dispositivo Nel merito i giudici di Palazzo Spada si esprimeranno il prossimo 24 novembre, intanto lunedì è stata depositata la sentenza che sancisce legittime le azioni portate avanti dal comune. Le attività ristorative e ricettive, si legge nel documento, avvengono all’interno di locali abusivi secondo una sentenza definitiva del febbraio 2024, quindi non è ammissibile il ricorso presentato dai Polese. Questo è il concetto che hanno portato avanti i magistrati della settima Sezione del Consiglio di Stato: Massimiliano Noccelli, presidente, insieme ai consiglieri Daniela Di Carlo, Raffaello Sestini, Pietro De Berardinis e Laura Marzano. La vicenda che vede al centro il noto “Castello delle Cerimonie”, luogo cult per chi ama gli eccessi e dove ogni desiderio e stravaganza viene esaudita, è ricca di colpi di scena, appelli e sospensioni. Appena poche settimane fa, il 13 maggio, sempre il Consiglio di Stato aveva congelato gli effetti della sentenza del Tar, che decideva per il ritiro delle licenze, per evitare ricadute sui lavoratori e l’indotto che ruota attorno alla Sonrisa. Uno sguardo proteso all’emergenza lavorativa e sociale che scatenerebbe la chiusura dell’albergo e ristorante scelto da centinaia di sposi e famiglie per le loro cerimonie in stile napoletano. Le prenotazioni Un calendario di eventi che potrebbe interrompersi ora bruscamente, quando il Comune deciderà di rendere esecutiva nuovamente la sentenza notificando le misure assunte e disponendo la chiusura immediata. Un passaggio che ancora non è avvenuto e il silenzio della sindaca Ilaria Abagnale conferma che il Comune è ancora al lavoro per capire come muoversi. In queste ore ci sono state interlocuzioni con la Prefettura, dove è aperto un tavolo con le forze coinvolte, per gestire il processo che dovrebbe portare nel breve o medio termine alla fine delle attività e la consegna dei locali al Comune. Beni già burocraticamente passati nelle mani dei cittadini abatesi che potrebbero ricavare nei 44 mila metri quadrati, che un tempo era solo un terreno agricolo, un luogo al servizio della comunità. Prima che ciò avvenga ci sono diversi procedimenti e appelli in corso proposti dalla proprietà della Sonrisa. Se la battaglia amministrativa si concluderà definitivamente il 24 novembre prossimo quando il Consiglio di Stato si esprimerà nel merito, intanto sul fronte penale, intanto, restano ancora aperte diverse strade. La più importante si giocherà il prossimo 9 luglio davanti alla Corte di Cassazione. I supremi giudici dovranno pronunciarsi sull’istanza relativa alla revisione del processo per lottizzazione abusiva che ha portato, nel febbraio 2024, alla confisca definitiva dell’intero complesso alberghiero.