Svolta nel procedimento legato all’operazione antimafia “Fata Verde” della DDA di Reggio Calabria. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale reggino, Andrea Iacovelli, ha disposto la sostituzione della misura cautelare in carcere con gli arresti domiciliari per Carmine Giuseppe Barone, 67 anni, originario di Taurianova. L’uomo, detenuto da circa 16 mesi nella casa di reclusione di Terni, potrà ora fare ritorno nella propria abitazione, dove sconterà la misura con l’obbligo del braccialetto elettronico. Ad ottenere il provvedimento è stato il difensore di fiducia, l’avvocato Antonino Napoli, che aveva presentato istanza evidenziando il ridimensionamento della posizione del proprio assistito.

La condanna nel processo “Fata Verde”

Barone era stato coinvolto nell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria che aveva colpito presunti affiliati alla cosca Alvaro di Sinopoli. Nel processo celebrato con rito abbreviato, il 67enne era stato condannato a 7 anni e 8 mesi di reclusione per partecipazione ad associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e per coltivazione di ingenti quantitativi di canapa indiana. Secondo l’impostazione accusatoria, Barone avrebbe avuto un ruolo operativo nelle attività di coltivazione e gestione delle piantagioni.