Pubblicato il: 09/07/2026 – 17:22
di Paola Suraci
REGGIO CALABRIA Dopo 27 giorni trascorsi in carcere, Maurizio Chiarolla lascia la cella e passa agli arresti domiciliari, e con lui anche gli altri due indagati: Salvatore Aricò e Roberto Puglia. A comunicarlo sono stati i suoi difensori, che hanno annunciato la decisione del Tribunale della Libertà di Reggio Calabria, chiamato a valutare la posizione del sindacalista della Confsal-Fismic coinvolto nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sul presunto sistema di pressioni legato alle assunzioni nell’indotto Hitachi Rail. Il collegio del Tribunale della Libertà, presieduto da Francesco Petrone e composto dai giudici Giuseppe Amato e Antonella Buongiorno, secondo quanto riferito dalla difesa, ha disposto l’attenuazione della misura cautelare sostituendo il carcere con gli arresti domiciliari.
La decisione dopo l’interrogatorio di garanzia
La decisione arriva dopo l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Claudia Colli, nel corso del quale Chiarolla aveva scelto di rispondere alle domande del giudice e del pubblico ministero, respingendo le accuse e ribadendo, attraverso i propri legali Francesco Gatto e Lorenzo Gatto, la propria estraneità ai fatti contestati.Per la difesa, il provvedimento del Tribunale della Libertà non riguarda il merito delle accuse, ma esclusivamente il quadro cautelare. «Sono state ritenute scemate le esigenze cautelari – hanno spiegato i legali – perché i fatti contestati sono lontani nel tempo, dopo quegli episodi non si sono registrate ulteriori denunce e non vi sarebbe il pericolo di reiterazione del reato. Inoltre, gli atti dell’indagine sarebbero ormai cristallizzati dalle dichiarazioni rese dalle persone offese».







