Resi noti i valori sulla qualità dell’aria dopo l’incendio al Mandrione che nei giorni scorsi ha bruciato un vivaio: diossine oltre i limiti consentiti.

L’incendio in via del Mandrione vista a distanza.

A tre giorni dall'incendio che ha bruciato un vivaio a Roma, nella zona del Mandrione, sono arrivati i primi risultati da Arpa Lazio, Agenzia regionale per la protezione ambientale, sulla qualità dell'aria. Non appena avvenuto il rogo, visibile in quasi tutta la Capitale per la colonna alta di fumo che si è velocemente sviluppata nel pomeriggio di giovedì 11 giugno, Arpa è intervenuta, come di consueto, per effettuare il monitoraggio della qualità dell'aria "a supporto degli enti locali e sanitari cui competono le valutazioni in merito ai possibili rischi per la salute e ai comportamenti da seguire".

È stata quindi installato un campionatore, "strumento necessario a verificare l’eventuale presenza in aria di sostanze inquinanti come idrocarburi policiclici aromatici, PCB e diossine" a poca distanza dall'area interessata per analizzare le condizioni dell'aria dopo l'incendio Secondo i primi risultati resi noti dall'Agenzia, i valori delle diossine sarebbero sopra ai limiti suggeriti dall'OMS: vuol dire che "l'incendio ha effettivamente generato diossina". I risultati sull'analisi della qualità dell'aria:"Incendio ha generato diossina" A tre giorni dal rogo che ha interessato il vivaio in zona Mandrione e che ha comportato anche l'evacuazione per alcuni dei residenti a causa della presenza di un serbatoio di gpl interrato sotto alla zona in cui sono divampate le fiamme, sono stati diffusi i primi valori rilevati dal campionatore. Nel frattempo, fin dalla sera stessa del rogo, il Comune di Roma ha invitato i residenti a tenere chiuse le finestre in caso di odori forti: ad andare a fuoco, causando il fumo nero, i materiali di copertura delle serre presenti nel vivaio.