di Alessia Calzolari
Dal sapore nostalgico e dal gusto indimenticabile, orzata e latte menta portano subito alle estati di un tempo. Dopo alcuni anni di oblio, stanno ora tornando a essere più diffuse: ecco cosa sono, come si preparano e quando si consumano
Tipicamente estive, sono un classico italiano di una volta: orzata e latte e menta stanno tornando alla ribalta, dopo anni in cui – probabilmente – i soft drink le avevano spodestate dal podio delle «bibite dolci e rinfrescanti». Facilissime da preparare, accompagnano la merenda o si gustano in ogni momento della giornata, quando c’è voglia e bisogno di una piccola spinta di energia o di un po’ di ristoro.
Orzata, da non confondere né con il latte di mandorla, né con l’horchata di ValenciaHordeata: era questo, in latino, il nome di questo sciroppo un tempo a base di orzo germogliato e mandorle. Oggi si prepara con l’essenza deacidificata di mandorle amare chiamata benzoino (a volte arricchita anche da estratti di fiori d’arancio e di vaniglia). Non si tratta quindi del latte di mandorla, che è un’emulsione acquosa di mandorle e, in alcuni casi, zucchero. Rinfrescante, dissetante e dal gusto dolce, l’orzata non contiene caffeina né alcol e per questo è adatta anche a essere consumata di sera anche da bambini e ragazzi.









