I mercati contadini in queste settimane sono un vero trionfo di colori e sapori. Molti, purtroppo, non ne tengono conto e non ci pensano proprio ad uscire dalla loro comfort zone gastronomica, fatta di latte, fette biscottate e marmellata, spaghetti olio e grana, insalata (ma solo la varietà gentile!), mele, stracchino, petto di pollo, uovo sodo e poco altro. Una questione che interessa soprattutto, anche se non solo, gli anziani. Intendiamoci, si vive lo stesso. Forse si vivacchia, però. In ogni caso, una dieta variata e che tenga conto dell’offerta stagionale sembra proprio essere assai vantaggiosa per il nostro organismo. E non solo dal punto di vista di chi è una buona forchetta.

Portare in tavola una grande varietà di alimenti, ad esempio, riduce il rischio di demenza invalidante negli anziani. Lo testimonia uno studio che ha coinvolto quasi 5000 ultra 65enni (Public Health Nutr. 2023 Nov;26(11):2314-2321). Inoltre, sappiamo da decenni che esiste un rapporto diretto tra una maggiore diversità delle abitudini alimentari e l’aumento dell’aspettativa di vita in salute.

Probabilmente mangiare molti alimenti diversi consente una maggiore assunzione non solo di sostanze nutritive, ma anche di micronutrienti benefici (minerali, vitamine, sostanze protettive).