L'Editoriale
Domenica 14 Giugno 2026
MONDO. Se si tornasse improvvisamente nel mondo antico, oggi la Persia di Serse – come dopo la battaglia delle Termopili (480 a. C.) – canterebbe vittoria sul mondo occidentale.
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Tornando ai giorni nostri, in queste ore in Europa, nei Paesi del Golfo, in Africa, in Indocina, Estremo Oriente, di fatto in tutto il mondo, si tira un enorme, liberatorio respiro di sollievo per la probabile chiusura (si spera oltre i due mesi previsti dal Protocollo d’Intesa) di uno dei fronti di guerra – quello iraniano –, le cui conseguenze economiche peggiori si avvertiranno probabilmente nei prossimi mesi. Nel progressivo processo di riapertura dello Stretto di Hormuz, petrolio, fertilizzanti, medicinali e prodotti petrolchimici dovrebbero riprendere a fluire con una certa continuità garantendo un approvvigionamento indispensabile per le nostre economie. Per Trump l’interruzione delle ostilità in Iran non è nemmeno la «vittoria di Pirro», ma è una vera e propria sconfitta a più livelli che mina dalle fondamenta la credibilità della superpotenza Usa.









