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«Gesù conosce il nostro cuore e se ne prende cura». È il messaggio affidato da Papa Leone ai fedeli durante la recita dell’Angelus, nel quale ha richiamato il significato della missione evangelizzatrice della Chiesa e il valore della vicinanza di Dio all’umanità.Commentando il Vangelo della domenica, il Pontefice ha osservato come Cristo, davanti a persone «simili a pecore che non hanno pastore», si faccia carico di tutti come buon pastore e, al tempo stesso, invii operai nella messe del mondo.«Portare speranza dove c’è afflizione»

Secondo il Papa, il compito affidato ai discepoli è chiaro: portare il conforto di Dio a chi soffre, la carità dove c’è miseria, la speranza nelle situazioni di afflizione e la fede laddove prevalgono sfiducia e scoraggiamento.Leone ha ricordato che il Vangelo cita i nomi dei primi dodici apostoli, discepoli chiamati a diventare missionari e predicatori, sottolineando come la Buona Notizia annunciata allora sia rimasta immutata nel tempo: «identica, sempre giovane, fresca e liberante».

«Il dono di Gesù è completamente gratuito»

Nel suo intervento il Pontefice ha evidenziato che, in Gesù Cristo, Dio si rende prossimo a ogni uomo e a ogni donna, a ogni popolo e a ogni nazione. Quando il Vangelo viene annunciato e vissuto concretamente, ha spiegato, il male arretra «come una malattia che finisce, come una notte che cede all’aurora, come la morte vinta dal Risorto».Lo sguardo di Cristo, ha aggiunto, è capace di trasformare la realtà e di generare un popolo nuovo, la Chiesa, chiamata a proseguire la missione degli apostoli nel mondo.Leone ha infine ribadito la gratuità del dono di Dio: «Il dono di Gesù è del tutto gratis, perché il suo valore eccede ogni misura: è impossibile meritarlo o comprarlo». Da questo dono, ha concluso, nasce l’impegno dei cristiani nell’evangelizzazione, nel servizio ai più deboli e nella promozione della giustizia.