Il Vangelo dà speranza ed è dunque "importante" che "raggiunga soprattutto quanti sono oppressi dalla malvagità, che corrompe la storia e confonde le coscienze! Penso ai popoli tormentati dalla guerra, ai cristiani perseguitati per la loro fede, ai bambini privati dell'istruzione".
Lo ha detto il Papa al Regina Coeli sottolineando che "annunciare in parole e opere la Pasqua di Cristo significa dare nuova voce alla speranza, altrimenti soffocata tra le mani dei violenti. Quando viene proclamata nel mondo, infatti, la Buona Novella rischiara ogni ombra, in ogni tempo". "Perseveriamo nell'invocare il dono della pace per tutto il mondo"
Il Papa, nel Regina Coeli, ha ricordato che oggi è la Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace e ha rinnovato il suo appello "perché lo sport, con il suo linguaggio universale di fraternità, sia il luogo di inclusione e di pace".
Leone ha ricordato "con particolare affetto" Papa Francesco che "proprio il Lunedì dell'Angelo dello scorso anno ha consegnato la vita al Signore". "Facciamo memoria della sua grande testimonianza di fede e di amore". I fedeli a Piazza San Pietro, al ricordo di Bergoglio, hanno applaudito.
Il pontefice ha sottolineato il contrasto tra la testimonianza cristiana e l'onestà della comunicazione umana. "Spesso, infatti, il racconto della verità viene oscurato da fake news, come si dice oggi, cioè da menzogne, allusioni e accuse senza fondamento. Davanti a tali ostacoli, però, la verità non resta celata, anzi: ci viene incontro, viva e raggiante, illuminando le tenebre più fitte", ha detto il Pontefice. Gesù stesso "diventa così la buona notizia da testimoniare nel mondo: la Pasqua del Signore è la nostra Pasqua, la Pasqua dell'umanità, perché quest'uomo, che è morto per noi, è il Figlio di Dio, che per noi ha donato la sua vita", ha concluso Papa Leone.









