Il sole è sorto da pochi minuti, l’aria è fresca. Transitando lungo corso XXVII Aprile, l’occhio cade sull’enorme area verde del parco Gullino, a ridosso del centro città. Appoggiate a una panchina ci sono due biciclette. Seduti, due ragazzi africani ancora assonnati osservano le tre pagode mobili e la massa informe di gomma ammucchiata poco distante. La sera precedente, riempita d’aria, era un «castello», un’installazione gonfiabile per far divertire i bambini.

Non siamo ancora alla metà di giugno, eppure al parco Gullino di Saluzzo le scene sono quelle della scorsa estate, dell’estate precedente e di quella prima ancora. I due giovani hanno trascorso lì la notte, all’addiaccio, su un cartone appoggiato sotto uno degli alberi dell’area verde. Come loro, oltre trenta africani. Succede da qualche notte: se il meteo minaccia pioggia o la serata è più umida, ci si sposta sotto i portici del complesso residenziale appena oltre il parco. Un problema che si ripete, anche se non c’è ad oggi un rischio di “pubblica sicurezza” Lo scorso anno il problema si era palesato a inizio luglio, quest’anno una ventina di giorni prima. Va detto: ad oggi non sussiste un problema di «pubblica sicurezza». Come sempre, i controlli dei carabinieri sono regolari ed è costante l’azione dell'amministrazione e del consorzio Csea per la pulizia dell'area, spesso sotto la supervisione della polizia locale.