Firenze, 19 maggio 2026 – Una scena che si ripete tutte le notti o quasi, tra disperazione e qualche espediente per sbarcare il lunario. Immagini che cambiano con la stagione, ma non con la necessità: quella di ottenere un posto allo sportello dell’ufficio immigrazione, l’indomani mattina. Per sé o, in qualche caso, anche per un altro. In quella lunga fila di persone che dormono sul marciapiapiede della caserma Fadini, vicino alla Fortezza da Basso, filmata da un tassista e diventata virale in un batter di ciglia, c’è di tutto.

Da chi vuol essere davanti allo sportello prima degli altri, a chi “venderà“ al miglior offerente il proprio posto ottenuto dopo una notte sui cartoni (che rimangono spesso sul marciapiede), sotto al sacco a pelo.

Una situazione a cui ormai gli operatori della questura hanno fatto l’abitudine. La “folla“ dell’altra notte, ci viene spiegato, non è dettata da una scadenza particolare. Semplicemente, è sempre così. O spesso così. In particolare dalla domenica al mercoledì, perché, dal lunedì al giovedì mattina, si sbrigano le pratiche relative alle numerose richieste di asilo politico. Quello che rimane dopo le notti passate dagli stranieri sul marciapiede

Queste domande procedono senza appuntamento e gli stranieri che tentano questa carta (che consente, nel limbo della decisione della questura, di poter permanere senza problemi sul territorio nazionale e anche di essere assunti da un datore di lavoro) sono sempre tanti e in numero superiore rispetto ai ’numeri’ che vengono concessi ogni mattina.