di
Anna Fregonara
L’abolizione di latte e derivati è uno dei rimedi più adottati da chi è afflitto da questo problema, ma non serve, anzi può essere controproducente. L'importante invece è bere e risparmiare sul sale
Le prime «testimonianze» di calcoli urinari risalgono a quasi sette millenni fa. Lo studioso Shattock nel 1905 ne descrisse due ritrovati in mummie egizie, datati al 4.400 e al 4.800 avanti Cristo.
Nonostante queste origini antichissime i calcoli, che si formano nei reni quando l’urina diventa troppo concentrata e i minerali e i sali presenti cristallizzano, non hanno smesso di essere un problema comune: colpiscono tra il 2% e il 20% della popolazione mondiale.Una diffusione così larga fa sì che quasi chiunque abbia almeno un familiare o un conoscente che ne soffra o ne abbia sofferto. La maggior parte di chi li ha avuti ha provato di tutto per evitare un altro attacco, in particolare aumentando l’idratazione.








