Diario EuropeoSegui Domani su Google14 giugno 2026 • 07:00La decisione dell’Eurotower era attesa ma non per questo meno problematica. E la giustificazione per la svolta restrittiva mostra come le nostre élites si siano rassegnate a considerare normale una dinamica che non consente sviluppo equilibrato e aumento del benessere socialeL’aumento dei tassi della Bce era atteso ma non per questo meno problematico. La restrizione monetaria rischia di affossare ancora di più una crescita già anemica. Non solo, la giustificazione per la svolta restrittiva mostra come le nostre élites si siano rassegnate a considerare normale un tasso di crescita che non consente sviluppo equilibrato e aumento del benessere socialeTanto tuonò che piovve. Giovedì la Bce ha alzato i tassi di interesse di un quarto di punto, portando il tasso sui depositi al 2,25 per cento, la prima stretta monetaria dal settembre 2023. La decisione è stata giustificata con il fatto che la guerra in Iran genera pressioni inflazionistiche che, contrariamente a quanto era avvenuto nel 2022 con l’invasione dell’Ucraina, sarebbero globali. La Bce non si preoccupa solo dell’inflazione complessiva, attesa al 3 per cento per il 2026. l’inflazione cPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Francesco SaracenoeconomistaProfessore di macroe­conomia internazionale ed europea a Sciences Po e alla Luiss. È vicedirettore dell’OFCE, l’os­servatorio francese di congiunture economi­che, e membro del comitato scientifico della Luiss Institute for European Policy and Analysis. Ha pubblicato Oltre le banche centrali, Inflazione, disuguaglianza e Politica economica (Luiss University Press, 2023) La scienza inutile. Tutto quello che non abbiamo voluto imparare dall’economia (Luiss University Press, 2018) e La Riconquista. Perché abbiamo perso l’Europa e come possiamo riprendercela (Luiss University Press, 2020). Twitter: @fsaraceno