L’Europa ha chiuso con le big tech americane. O quasi. Dall’inizio della seconda caotica presidenza di Donald Trump, governi e aziende in tutto il continente hanno accelerato i piani per mettere fine alla dipendenza quasi totale dalle tecnologie delle società statunitensi.Accanto alle dichiarazioni politiche, allo sviluppo di tecnologie europee e a milioni in finanziamenti, un’analisi di Wired ha documentato decine di casi in cui aziende, governi, ong e istituzioni scolastiche e universitarie hanno iniziato a prendere le distanze dalle società tech statunitensi, scegliendo alternative open source o locali. Probabilmente, si tratta solo della punta dell’iceberg.“Le politiche aggressive dell’amministrazione Trump, con i suoi attacchi al diritto internazionale, all’Unione europea e ai principi democratici, hanno fatto scattare diversi campanelli d’allarme”, spiega Marietje Schaake, non-resident fellow del Cyber Policy Center della Stanford University ed ex eurodeputata.La fuga dalle tecnologie americaneLe iniziative sono diffuse e sempre più numerose. La prima settimana di giugno, la Commissione europea ha presentato i suoi piani ufficiali a lungo termine per ridurre la dipendenza dalle tecnologie statunitensi. Il Parlamento europeo ha rimpiazzato Google con l’alternativa francese Qwant come motore di ricerca predefinito sui propri dispositivi. In Francia, migliaia di dipendenti pubblici usano il software open source per l'ufficio del governo, chiamato LaSuite. Un servizio open source per la gestione dei documenti, realizzato da oltre una dozzina di società tecnologiche europee e chiamato Euro-Office, dovrebbe essere lanciato a breve. Diverse città nei Paesi Bassi, in Francia e in Germania stanno gradualmente abbandonando Microsoft Office e Google Docs.La tendenza non riguarda solo i software per la produttività. Il governo olandese sta spostando il proprio codice da GitHub, che è di proprietà di Microsoft, verso un repository autonomo. Secondo le ricostruzioni, la Finlandia avrebbe scelto di non trasferire i propri dati elettorali sui servizi cloud di Amazon, mentre l’organizzazione che gestisce il dominio di primo livello belga (.be) ha dichiarato che lascerà Aws. Nel frattempo è nato Eurosky, un’alternativa interoperabile a Bluesky basata sull’AT protocol, il protocollo alla base di entrambi i social network.Wired ha raccolto i casi noti di entità europee che stanno dicendo addio alle big tech statunitensi. Cliccate sulle frecce per scorrere la timeline qui sotto, oppure consultate l'elenco completo su Fogli Google o Proton Sheets.Il nodo della sovranità digitaleAnche se in molti casi le iniziative europee per la sovranità digitale erano in corso da prima dell’inizio del secondo mandato di Trump, tra i fattori più spesso citati per spiegare l’accelerazione ci sono le conseguenze delle sanzioni statunitensi contro funzionari legati alla Corte penale internazionale (che a sua volta ha finito per allontanarsi dalle tecnologie di Microsoft).La lunga lista delle altre preoccupazioni europee comprende la mancanza di controllo da parte di governi e aziende sui propri dati; il mutamento degli equilibri internazionali; la dipendenza dalle tecnologie di un numero ristretto di società; e i rapporti più stretti che mai tra le grandi aziende tecnologiche e l’amministrazione Trump. “Cittadini, aziende e organizzazioni sono determinati a prendere in mano il proprio futuro digitale”, dice Schaake. “Svincolati dagli interessi dei miliardari e dalle politiche di Trump”.Nonostante l’entusiasmo, sciogliere del tutto i legami dell’Europa con la tecnologia statunitense è probabilmente impossibile. “Le aziende con sede negli Stati Uniti continuano a dominare quasi ogni livello dello stack digitale europeo”, si legge in un recente rapporto del Parlamento europeo. Dal cloud computing alle aziende di intelligenza artificiale, dalla cybersecurity ai sistemi operativi mobili, l’Europa — e gran parte del mondo — è profondamente intrecciata con le società tecnologiche statunitensi. Le iniziative europee rischiano inoltre di inasprire rapporti già delicati con i funzionari dell’attuale amministrazione, che hanno criticato le rigide leggi europee sulla tecnologia digitale.Eppure, nonostante tutto, il cambiamento in Europa è già in atto. Come ha sottolineato di recente un ministro del governo bavarese: “Non abbiamo più tempo per discutere a parole dell’importanza della sovranità digitale: data la situazione geopolitica, dobbiamo passare dalle parole ai fatti”.Questo articolo è apparso originariamente su Wired US.
In Europa sempre più aziende e istituzioni stanno abbandonando le tecnologie statunitensi
L'inizio del secondo mandato di Trump è coinciso con un'accelerazione dei piani per la sovranità digitale europea: ecco tutte le realtà che si allontanano dalle big tech








