Oscar Bianchi, bergamasco, 53 anni, è presidente nazionale di Avis, Associazione volontari italiani sangue"Oggi più che mai è necessario difendere il dono". È un’esortazione a suo modo rivoluzionaria, quella scandita da Oscar Bianchi, presidente nazionale Avis, nella Giornata del donatore di sangue, celebrata oggi in tutto il mondo. Ancor più potente in un’epoca dominata, dice lui, "dai tentativi di sfruttamento commerciale del dono": se, in Italia, la scelta di donare è volontaria e non remunerata, non è così in altri Paesi, come negli Usa, il più grande mercato di plasma a pagamento. Ecco perché la giornata internazionale del donatore diventa opportunità per "fermarci a riflettere sul valore della donazione volontaria e sul suo essere risorsa preziosa per il Ssn".

Bianchi, Avis contribuisce al 76% del fabbisogno trasfusionale italiano garantendo, così, l’autosufficienza di sangue del Paese. Non basta già così?

"No, perché la disponibilità di sangue, quando ce n’è bisogno, non è mai scontata. Il motivo è semplice: sebbene scienza e tecnologia abbiano fatto passi da gigante, nessuno è ancora riuscito a riprodurre sangue e plasma in laboratorio. Sono liquidi insostituibili. Dunque, oggi la priorità è investire nell’autosufficienza nazionale di plasma".