Milano – Tempo, ancora, di concerti (con la rassegna estiva Off, “Summer Music Nights” al Don Lisander - dal 17 giugno al 15 luglio - ma anche di bilanci, per il Blue Note.
A parlare è il direttore del club di via Borsieri, Daniele Genovese, che parte da un piccolo sogno: “Amo pure la musica classica del ‘900, autori come Stravinskij e Bartók. Molti jazzisti vi si sono rifatti perché sentivano quelle sonorità vicine e contemporanee. Portare un quartetto d’archi a proporre una programmazione del genere, ragionando sulle contaminazioni, magari con l’hip hop, per avvicinare i giovani, sarebbe un esperimento bellissimo”.
Ci sarebbero problemi acustici e fisici, da risolvere, ma chissà, un giorno l’operazione si potrebbe fare. Attenzione a non confondersi sull’identità: il Blue Note rimarrà sempre un tempio del jazz. Ma partiamo dall’oggi.
Daniele Genovese, come è andata la stagione?
“Bilancio positivo. Il numero di paganti e le presenze sono in crescita, quest’anno circa 100mila, che avevamo sfiorato l’anno scorso. Positivi pure i fatturati della biglietteria e della ristorazione”.







