«Le donne odiavano il jazz», scriveva Paolo Conte e forse guardando il nostro Paese aveva anche ragione, ma oggi a 40 anni di distanza le cose sono cambiate, non solo le donne apprezzano sempre più il jazz, ma lo fanno anche. A confermarlo è Daniele Genovese, direttore del Blue Note di Milano, unico jazz club europeo a fregiarsi dell’insegna del leggendario locale newyorkese. «Il 43 per cento del nostro pubblico è femminile» afferma Genovese, «un dato importante che va ad aggiungersi a un aumento di spettatori sempre più giovani, grazie alla trasversalità della nostra programmazione».
Le signore che amano il jazz
E se fin dagli anni ’60 artiste leggendarie come Carla Bley e Nina Simone dimostravano che le donne potevano esser molto di più di un’interprete, oggi compositrici e strumentiste sono in aumento.
«Anche al Blue Note è sempre più frequente vedere musiciste donne: Rita Marcotulli è compositrice e pianista di fama internazionale, Kinga Głyk è la migliore bassista polacca della nuova generazione, Esperanza Spalding è una contrabbassista e ha già conquistato un Grammy Awards, e la grandissima Dee Dee Bridgewater si è presentata sul palco con la sua nuova band di sole donne, “We exist!”».








