| 14 Giugno 2026 03:01 |
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(Adnkronos) – E’ partito il countdown per la firma dell’accordo, che avverrà a distanza, tra Iran e Usa sullo stop alla guerra. Il rincorrersi delle notizie nelle ultime ore, sui tempi del ‘nero su bianco’ digitale e sui contenuti del memorandum, con Teheran refrattaria a una firma immediata, sembra aver raggiunto un punto di caduta, almeno nelle parole di Donald Trump. Il condizionale è sempre d’obbligo visto l’andamento dei negoziati di questi mesi: oggi l’intesa verrà siglata.
La firma dell’accordo con l’Iran è prevista “domani” e “subito dopo lo Stretto di Hormuz sarà aperto a tutti”, le parole ieri del presidente degli Stati Uniti che è intervenuto così in un post su Truth, criticando il Jcpoa, l’accordo sul nucleare firmato nel 2015 dall’allora presidente Barack Obama con Teheran e che, a suo dire, spianava la strada agli ayatollah verso la bomba. “Il mio accordo con l’Iran è l’esatto opposto: un muro contro l’arma nucleare”, ha affermato Trump, secondo cui gli iraniani “non vogliono più un’arma nucleare, né ne avranno una”.
Sempre riferendosi al Jcpoa, il presidente americano ha evidenziato che “a differenza delle centinaia di miliardi di dollari che Obama ha versato loro, compresi 1,7 miliardi di dollari in contanti, non ci sarà alcuno scambio di denaro”, aggiungendo che “al momento opportuno, quando tutto sarà calmo, entreremo e recupereremo la polvere nucleare (l’uranio arricchito al 60% vicino alla soglia per uso militare, ndr) sepolta in profondità sotto le imponenti montagne di granito, grazie ai nostri splendidi bombardieri B-2 e ai loro brillanti piloti”. Questo materiale, ha concluso Trump, sarà “diluito e distrutto, sia in Iran che negli Stati Uniti”, auspicando che “questo processo si svolga in modo rapido, facile e senza intoppi. Se così non fosse, abbiamo l’alternativa definitiva, che speriamo di non dover mai più utilizzare”.













