HomeEsteriDifesa Ue, basta illusioni. I Paesi lontani dalla Russia devono spendere di più in armiDisimpegno di Washington sull’Ucraina e disinteresse per i problemi europei. Dai Baltici alla Polonia, ora investono in armi soprattutto gli Stati vicino al fronte ma le democrazie liberali devono capire che abbiamo un destino comuneI Paesi europei sono chiamati a dotarsi di sistemi di difesa più efficienti visto il disimpegno dalla Nato degli UsaRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 14 giugno 2026 – L’invasione dell’Ucraina del 24 febbraio 2022 ha aperto una fase nuova della storia europea e dell’Unione. L’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca nel gennaio 2025 ne ha reso ancora più evidente la trama: la pace in Europa e la sopravvivenza del suo sistema di democrazie liberali non possono più essere affidate ad altri.
La Difesa della Ue
Dopo l’invasione, l’Unione europea ha dunque dovuto misurarsi con ciò che per anni aveva rimosso. Per questo ha imboccato la strada di un impegno e di un coordinamento sempre maggiori: da Versailles – era il marzo 2022, quando la difesa torna al centro dell’agenda europea – alla Roadmap Readiness 2030 dell’ottobre 2025, con la quale sono stati definiti obiettivi e tappe per arrivare a una maggiore prontezza difensiva entro il 2030; dagli aiuti militari a Kyiv agli strumenti per produrre munizioni e favorire acquisti comuni. Non è ancora la difesa europea, ma è l’uscita dall’illusione che l’Europa possa restare una potenza civile e democratica senza reagire a un mondo tornato minaccioso.











