Olbia. 14 giugno 2026 alle 00:31Il biodigestore tra un anno inizierà a produrre biometano dai rifiuti organici

Un anno per l’attivazione del biodigestore, poco di più per la rinaturalizzazione della ex discarica comunale di Olbia e una decina d’anni per la chiusura di tutto il sito di Spiritu Santu con il conferimento della indifferenziata residua all’inceneritore di Macomer: il Cipnes sta voltando pagina nella gestione del contestatissima piattaforma consortile per il trattamento e smaltimento dei rifiuti. Le carte presto arriveranno anche ai pm di Tempio (ci sono diversi processi in corso) con l’obiettivo di chiudere una vicenda ultradecennale punteggiata da proteste, denunce, sequestri e polemiche. Il sito di Spiritu Santu è stato ispezionato dai Carabinieri del Noe decine di volte e la contaminazione di terreno e falde acquifere è documentata. Ma ora la situazione sembra radicalmente cambiata.

Metalli pesanti

La matrice della contaminazione è la vecchia discarica comunale (ora del Cipnes). I problemi sono stati segnalati per la prima volta almeno vent’anni fa. L’acqua piovana, infiltrandosi nel corpo della discarica, si trasforma in un miscela altamente contaminante (alluminio, fluoruri, antimonio, arsenico e benzene). Il responsabile del sito, l’ingegnere Giovanni Maurelli, era stato denunciato dal Noe per le presunte carenze nel sistema multistrato (finanziato da Regione e Comune) impermeabilizzante. Va ricordato che il Cipnes è destinatario di un finanziamento di quasi 5 milioni di euro per la messa in sicurezza e rinaturalizzazione del sito comunale. Ora l’obiettivo di neutralizzare il percolato è stato quasi raggiunto. Così come quello di ridurre le emissioni dall’impianto di compostaggio. La bonifica completa è stata praticamente raggiunta con tutte le opere previste (tra le altre, capping, canalette e trincea di drenaggio delle acque). Il Cipnes lavora per la progressiva dismissione di tutta la discarica consortile, ma per questo obiettivo ci vorranno tra i cinque e dieci anni. L’avvocato Marzio Altana, legale di Maurelli e del Cipnes, sta fornendo alla magistratura tutti i dati sulla nuova situazione del sito consortile.