Il conflitto 14 giugno 2026 alle 00:35Casa Bianca e Pakistan spingono per chiudere oggi Ma i pasdaran frenano: «Sarà nei prossimi giorni»
Le ore di febbrile attesa per la firma del memorandum tra Iran e Usa si accompagnano a una babele di rivendicazioni e smentite sui media e sui social di entrambi gli schieramenti, mentre il mondo guarda con cauta speranza a un accordo «vicino come mai prima d’ora». Sembra ormai archiviata l’ipotesi Ginevra: la firma «sarà a distanza», ha annunciato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, trovando conferma nel mediatore Pakistan che ha poi tentato di chiarire i tempi, parlando ieri di una «finalizzazione prevista nelle prossime 24 ore». Cioè entro oggi.
La deadline è stata rilanciata in serata dallo stesso Donald Trump, secondo cui la sigla «è prevista» per oggi e «subito dopo, lo Stretto di Hormuz sarà aperto a tutti». Ma Teheran non conferma e continua a prendere tempo, parlando invece di una firma «nei prossimi giorni», a discapito dell’obiettivo statunitense di chiudere entro il weekend, in tempo per il G7 di Evian e per i festeggiamenti del compleanno del tycoon.
Le ipotesi sul tavolo
Ignorando le dichiarazioni iraniane, Islamabad ha in ogni caso insistito sul fatto che la firma sarà apposta oggi «in videoconferenza»: nessuna cerimonia a Ginevra quindi, mentre è cresciuta l’ipotesi che la Svizzera possa ospitare la prossima settimana incontri tra due funzionari di alto livello di Stati Uniti e Iran, con il ministro degli Esteri pakistano che si recherà nel Paese europeo per preparare la riunione.











