Cuore, reni, cornee, fegato, ma anche tessuti e perfino tendini: sedici organi in totale. Tutto ciò che poteva essere usato per essere impiantato in un altro corpo, è stato recuperato. Un maxi espianto che ha salvato una dozzina di persone regalando ad altrettante un’esistenza migliore.Un gesto che ha assegnato un primato a Simone De Martinis, giovane poliziotto di Torre del Greco in servizio a Capri e morto il 27 giugno di un anno fa dopo un intervento andato male: «Mio figlio», racconta Archetta Colamarino, «è l’unica persona al mondo ad aver donato davvero tutto di sé. Il suo fegato ha salvato cinque bambini, e Simone amava tanto i bambini. Il cuore è andato invece a un giovane di 34 anni di Napoli che era stato trapiantato due volte. Di lui non so altro, ma sarebbe bellissimo ricevere un suo messaggio, conoscerlo e abbracciarlo: non tanto per sentire ancora una volta quel battito ma soprattutto per sapere se il ragazzo, coetaneo del mio Simone, sta bene».
Capri: iniziano le riprese di "Cuore mio, cuore tuo", Luigi Zeno e Claudia Gerini tra i protagonistiÈ una donna minuta, Archetta Colamarino. Capelli ricci e senza un filo di trucco, veste di nero e misura le parole per raccontare il dolore che da un anno le toglie il respiro. Sembra serena. Ma bisogna fermarsi a osservarla con attenzione per comprendere «il vuoto che sento dentro». Per capire che ogni gesto, ogni passo compiuto da Archetta, è fatto in funzione di quell’unico figlio andato via (mai usa la parola morto) per un probabile errore medico sul quale si sta ancora indagando. Una vicenda ancora tutta da chiarire che, però, non ha spento il fuoco dell’amore: per ricordare il figlio e onorarne la memoria, Archetta Colamarino ha deciso di fondare l’associazione Simone De Marinis: una iniziativa, sostenuta anche dai tanti amici e colleghi poliziotti, per sensibilizzare «quante più persone» sulla donazione degli organi. Tra qualche settimana la solidarietà diventerà un atto concreto con il primo Memorial Simone De Martinis – un gol per la vita, un evento benefico che si terrà il 27 giugno 2026 allo stadio Amerigo Liguori. «In questa iniziativa», spiega Archetta, «mi sostengono un gruppo di amici di Simone, tanti volontari e alcune realtà associative del territorio di Torre del Greco che, con grande sensibilità, hanno messo a disposizione competenze, esperienza e supporto umano. Tra queste realtà ci sono Avis, Atom Malati e Trapiantati di Organo, Unitalsi, Rotary Club Torre del Greco Comuni Vesuviani, Il Sogno del Piccolo Principe e Amici di Martiri d’Africa. L’unico obiettivo è quello di promuovere la cultura del dono, valore che Simone ha incarnato fino all’ultimo istante della sua vita».







