Tre persone salvate grazie al trapianto di organi da un uomo di 79 anni, che ha donato loro il fegato e i reni.
Catena di solidarietà È quella che l’Asl definisce «una straordinaria catena di solidarietà, competenza medica e perfetta sinergia istituzionale». A coordinare l’attività di donazione e prelievo di organi sono state la struttura complessa di Rianimazione dell’ospedale Santo Spirito di Casale e l’Azienda ospedaliero-universitaria Santi Antonio e Biagio di Alessandria, che ha ricevuto il formale e vivo apprezzamento da parte del Coordinamento Regionale delle Donazioni (CRP).
Il dramma del donatore Il protagonista della donazione è un uomo di 79 anni, ricoverato inizialmente a Casale Monferrato a causa di una grave endocardite e successivamente colpito da un’emorragia cerebrale. «Di fronte a un quadro clinico ormai irrimediabilmente destinato al fine vita, l’équipe sanitaria casalese non si è arresa. In linea con le più accreditate evidenze scientifiche internazionali, il personale ha avviato il percorso di Intensive Care to Facilitate Organ Donation (I.C.O.D.), coinvolgendo con estrema sensibilità i familiari aventi diritto per valutare la fattibilità della donazione» spiega l’Asl. La decisione dell’equipe «In assenza dei criteri necessari per formulare la diagnosi di morte secondo lo standard neurologico (morte cerebrale) allo scadere delle 72 ore di osservazione, si è attivata una complessa e tempestiva procedura logistica – proseguono dall’azienda sanitaria -. Il paziente è stato trasferito all’ospedale di Alessandria, centro autorizzato idoneo all'attuazione della delicata tecnica di donazione dopo morte cardiaca (DCD). Lì si sono completati gli accertamenti e le attività di prelievo, eseguite con successo il giorno successivo». «Grazie a questo sforzo corale, le ultime volontà del donatore sono state rispettate: un paziente ha ricevuto un trapianto di fegato e altri due hanno ricevuto un trapianto renale. Ad oggi, tutti e tre i riceventi godono di buone condizioni cliniche». La soddisfazione dell’Asl Il direttore generale dell’Asl Francesco Marchitelli, il direttore sanitario Luigi Rossi e il direttore amministrativo Paolo Puorro, sottolineano: «Questo straordinario risultato è il frutto della grandissima professionalità, della prontezza e dello spirito di collaborazione dimostrati dal personale medico e di assistenza del presidio di Casale Monferrato, guidato dal coordinatore locale dottor Filippo Poncina, e dell'Aou di Alessandria con la dottoresas Valeria Bonato. I nostri operatori hanno dimostrato non solo una competenza tecnica d'eccellenza, ma anche una profonda umanità nel gestire il fine vita e nell'accompagnare i familiari in questo percorso. La perfetta integrazione con l'Azienda di Alessandria e con i Coordinamenti Regionali competenti dimostra che la rete sanitaria piemontese sa fare squadra ai massimi livelli per salvare vite umane. Il ringraziamento più grande e commosso va, però, al donatore e alla sua famiglia, il cui altruismo ha trasformato un momento di immenso dolore in un inno alla vita». L’encomio di Riboldi «Ancora una volta il Piemonte riconferma la propria eccellenza nell'ambito dei trapianti. La collaborazione tra le Aziende sanitarie, in questo caso Alessandria, ed il Coordinamento regionale dei Trapianti e soprattutto la generosità di un donatore hanno consentito di raggiungere uno straordinario risultato. Grazie a tutti coloro che sono stati parte attiva di questa "catena" che ogni giorno salva vite umane e dona speranza» dichiara l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi.







