Alcuni tengono tra le dita la ricevuta di una bolletta che sostengono di aver già pagato, altri un sollecito da migliaia di euro vecchio di anni: da una settimana i cittadini di Capoterra affollano l’Ufficio tributi dopo la valanga di cartelle del servizio idrico inviata nelle loro case dal Comune. Quello di dover dimostrare di aver già pagato una bolletta è per i capoterresi ormai una prassi, visto che le società di riscossione dei tributi per conto del Comune che si sono avvicendate negli ultimi quindici anni non sono mai riuscite a separare contribuenti morosi dai virtuosi. Il mancato aggiornamento del database ha così portato i cittadini a dover dimostrare più volte di essere in regola con il pagamento dei tributi comunali: quello che sta accadendo in questi giorni, è solo l’ultimo episodio di una lunga serie.

Dai banchi della minoranza, il presidente della Commissione di vigilanza sui servizi, Silvano Corda, invita l’amministrazione comunale a sospendere immediatamente l’invio delle cartelle e le riscossioni di quelle già recapitate ai contribuenti: “Ci risiamo, molti cittadini rischiano di ritrovarsi con le ganasce fiscali a causa di tributi già pagati anni fa. Da giorni, l’Ufficio dei tributi di via Diaz è affollato da cittadini infuriati, costretti a dimostrare pagamenti già effettuati. Mi è stato riferito che ci sono contribuenti che hanno portato allo sportello bollette del servizio idrico di importi che arrivano anche a 17mila euro, vecchie anche di dieci anni: per fare chiarezza, chiedo l’immediata sospensione delle riscossione e la verifica di eventuali errori sulle cartelle”.