Mentre il generale Vannacci presenta la sua formazione politica con l'assemblea costituente di Futuro Nazionale a Roma, contemporaneamente nel pomeriggio altri quattro cortei si muovono nella capitale, ma nel week end ne sono previsti altri dodici in 9 regioni italiane promossi dall'Arcigay.

Vannacci è al centro delle discussioni anche in piazza, su due temi chiave soprattutto: la remigrazione e i diritti dei gay.

I cortei pro e contro la remigrazione

In piazza a Roma sfilano in punti diversi ma contemporaneamente due manifestazioni, entrambe molto partecipate, pro e contro la remigrazione, che è diventata la nuova parola d'ordine dell'estrema destra globale, ed è uno dei cavalli di battaglia di Roberto Vannacci. La remigrazione, ovvero il rimpatrio, forzato o volontario, degli immigrati nei loro paesi d'origine, che è diventata anche una iniziativa di legge che ha raccolto finora 150mila firme.

Migliaia di manifestanti portati in piazza da Cgil, dai centri sociali della Capitale e da diverse organizzazioni studentesche e sociali per cui la remigrazione è "una moderna deportazione". Alla manifestazione partecipano anche diverse femministe contro Vannacci, per "non fare passi indietro a anni di battaglie delle donne e della loro autodeterminazione". "Siamo la Roma solidale e non vogliamo che si attenti alla Costituzione" scandiscono gli altopralanti dal camion degli organizzatori.