L’amica di Antonella Di Ielsi, deceduta per avvelenamento da ricina insieme alla figlia Sara a fine dicembre, è stata indagata per favoreggiamento perché, secondo chi indaga, non ha riferito in più di un’audizione che la donna le aveva chiesto aiuto per divorziare dal marito.
Antonella di Ielsi e Gianni Di Vita con le due figlie
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Avrebbe detto all'amica di voler divorziare dal marito, tutto questo prima della cena di fine dicembre dopo la quale Antonella Di Ielsi e la figlia Sara, appena 16enne, sono morte per avvelenamento da ricina. Questa richiesta di aiuto non sarebbe stata riferita dall'amica di Di Ielsi alle autorità e per questo sarebbe stata indagata per favoreggiamento: la donna è stata ascoltata in Questura a Campobasso una prima volta subito dopo i due decessi, poi una seconda volta come persona informata sui fatti e poi una terza volta, durante la quale però le domande sono presto diventate un'interrogatorio al termine del quale si è ritrovata con la denuncia a carico.
Secondo chi indaga, infatti, Antonella Di Vita le aveva perfino chiesto aiuto per trovare un avvocato divorzista e a testimonianza di ciò vi sarebbero diversi messaggi WhatsApp. La testimone aveva raccontato di non sapere di eventuali problemi tra Antonella e il marito Gianni. L'ultima verbalizzazione della donna però ha preso una piega diversa quando le sono stati mostrati i messaggi dell'amica, che manifestava l'intenzione di separarsi. Per lei è quindi scattata la denuncia. Gli inquirenti non hanno però spiegato per chi sarebbe il favoreggiamento: continuano a ribadire che non ci sono altri indagati e si limitano ad asserire che ha "ostacolato l'attività di ricostruzione dei fatti".












