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Redazione Milano e Cesare Giuzzi

L'ex fidanzato di Chiara Poggi, condannato per l'omicidio avvenuto il 13 agosto 2027 che già scontava la pena in regime di semilibertà, era in licenza fino a domenica, ma sabato è tornato in cella a prendere i suoi effetti personali, per poi lasciare il penitenziario

Dopo quasi 11 anni di reclusione, Alberto Stasi ha lasciato questa mattina il carcere di Bollate, nel Milanese, per scontare la pena residua in affidamento ai servizi sociali. L'ex fidanzato di Chiara Poggi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere e che da più di un anno beneficiava del regime di semilibertà, questo fine settimana si trovava già fuori dal penitenziario per una licenza e sarebbe dovuto rientrare domenica. A cambiare tutto l'arrivo della la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano, che sabato mattina ha accolto la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali. E così sabato Stasi è rientrato in anticipo dalla licenza, ma per ritirare dei pochi effetti personali dalla cella che condivide con un giovane detenuto.

Sabato, Stasi è uscito da un varco secondario dell'istituto penitenziario intorno alle 10.30. L'uscita è avvenuta lontano dall'ingresso principale, dove erano presenti numerosi giornalisti. La conferma che Stasi, dopo oltre dieci anni dietro le sbarre, potrebbe non fare più rientro a Bollate (dovrà rispettare le prescrizioni del magistrato di sorveglianza fino alla fine del periodo di affidamento in prova) è arrivata dall'avvocato Antonio De Rensis che insieme alla collega Giada Bocellari difende Stasi. Incalzato dalle domande dei cronisti sullo stato d'animo del suo assistito, l'avvocato preferisce non commentare. «Sapete com'è riservato. Questo riguarda la sua sfera intima, non potrei trasferire esattamente quello che prova».