Nadav Lapid, nonostante sia nemico giurato di Netanyahu, boicottato al festival di Marsiglia. “Preferisco non dire antisemitismo, ma è certamente un fanatismo folle”. Due invocazioni di Le Monde raccolgono centinaia di firme: “Il cinema deve essere un rifugio”

In questi anni di guerre e conflitti identitari, il mondo della cultura si è mobilitato più volte: per artisti palestinesi, dissidenti russi (già meno) e intellettuali ucraini. Molto più raramente per un artista israeliano. E forse mai con la compattezza vista attorno a Nadav Lapid. Nel giro di poche ore, oltre 350 personalità del cinema internazionale – da Natalie Portman a Justine Triet, da Jacques Audiard a Rebecca Zlotowski – hanno preso posizione in difesa del cineasta dopo il suo ritiro dal FIDMarseille, il Festival Internazionale del Cinema di Marsiglia.