Nessuno è profeta in patria, si dice, ma a volte neppure le terre d’accoglienza sono molto più accoglienti...
Gli appelli a non collaborare con le istituzioni israeliane «coinvolte nel genocidio e nell’apartheid contro il popolo palestinese», che stanno raccogliendo migliaia di firme a Hollywood, sembrano aver attraversato il Mediterraneo.
Così, la partecipazione dell’israeliano Nadav Lapid alla 37ª edizione del Festival internazionale del cinema di Marsiglia (FID, dal 7 al 12 luglio) è stata accolta a braccia conserte da una parte dei registi selezionati, che inizialmente rifiutavano di vederlo in giuria e, in seguito, di avallare la sua presenza al festival tout court.
Vincitore dell’Orso d’oro a Berlino nel 2019, nonché del premio della giuria a Locarno (2011) e a Cannes (2021), il regista avrebbe dovuto presentare al FID il suo film Le Policier (2011).
All’origine di questa levata di scudi, almeno per quanto dichiarato pubblicamente, ci sono i fondi pubblici israeliani utilizzati per finanziare – seppur in minima parte – l’ultimo film di Lapid, Oui, presentato a Cannes nel 2025 alla Quinzaine des cinéastes.










