È all’insegna della leggerezza sofisticata il nuovo ristorante – il primo in Italia – dello chef Mauro Colagreco. Ha scelto il Lago di Como come sede in cui esprimere il suo amore per la tradizione gastronomica italiana.

In effetti il suo Mirazur di Mentone, tre stelle Michelin e già miglior ristorante del mondo per i 50 Best Restaurants nel 2019, si trova in Francia ma a un passo dal confine. Che adesso è stato varcato per trovare altre declinazioni mediterranee (non certo per far da replica alla casa madre), altri percorsi per esplorare la ricchezza del territorio. Se si aggiunge che a differenza di molte mete del lusso lariane, qui l’atmosfera è informale, calda e rilassata, si può parlare di scelta intelligente: il ristorante Cetino è sì, all’interno del lussuoso The Lake Como EDITION, cioè l’antico Britannia a Cadenabbia (CO), ma è un lusso poco smargiasso e di grande respiro, non ripiegato sulla nostalgia aristocratica ma concentrato sulla bellezza luminosa.

Colagreco, il ragazzone argentino con antenati abruzzesi e formazione francese, a tavola sembra voler dire che l’eleganza può fare a meno del fasto, che l’obiettivo è far star bene e non impressionare: il ristorante è raffinato ma disteso, chic senza rigidità; il servizio è sciolto, la musica accompagna la cena invece di imporsi, i tavoli, non troppo distanti, invitano alla conversazione. C’è persino qualcosa di anti-cerimoniale nell’atmosfera di Cetino, come se Colagreco volesse sottrarre l’alta cucina a quella forma di tensione intimidatoria che a volte si rischia in certi contesti. Per lo chef, che ricorda spesso le sue origini italiane, questo approdo sul lago ha il sapore di un ritorno simbolico: “Tornare dopo due generazioni che mio nonno è partito, senza aver potuto rivedere la sua terra, mi dà una emozione forte” ha raccontato. Non a caso, si messo in ascolto del territorio, dal pesce d’acqua dolce alle erbe lacustri, dai formaggi d’alpeggio alle bresaole artigianali che lui stesso va a cercare nei paesi dei dintorni. E si sente tanta verità nelle sue parole e nelle sue ricette, quando descrive gli ingredienti, che – ammette – sta scoprendo a poco a poco: “Conoscevo questa zona come turista e adesso è bellissimo toccarla e viverla da cuoco”.