Da un paio di mesi Andrea De Lillo, 27 anni, è il nuovo chef del Ristorante NIN, una stella Michelin a Brenzone sul Garda (Verona). È arrivato con sei taccuini di appunti presi nelle cucine in cui è andato a fare esperienza da quando aveva 16 anni. Dice che riguardandoli ha trovato le idee per dare la svolta alla sua cucina: si è ricordato di quando, tra le altre cose, lavava per ore i cespi di insalata da Massimo Bottura, di quando a Copenaghen aveva anche pensato di smettere di studiare per restare lì per sempre.

Ora è tornato a casa (è di Torbole sul Garda), e ha preso in mano la cucina del NIN, con una brigata giovane come lui. Qui, da quando è andato via Terry Giacomello (con cui il ristorante ha preso la stella nel 2024 e l'ha confermata per il 2025) hanno rivoluzionato tutto. In cucina come in sala. Il lago non è solo panorama ma anche protagonista. Nei piatti con leche de tigre e cipolla c'è il pesce siluro, la tinca è accompagnata da salsa verde e piselli, l'anguilla è servita con radicchio e mirtilli.

Le esperienze

“Sono andato a San Sebastian – racconta lo chef – perché volevo imparare la lavorazione del pesce di mare: volevo rubare le tecniche e le idee per poi trasferirle su quello che è il prodotto di lago. Nonostante tutti i miei viaggi, le esperienze fuori, il lago è sempre rimasto nella mia testa. In cuor mio ho sempre saputo che sarei tornato. Ho già lavorato in tanti ristoranti, ora ho bisogno di stabilizzarmi, di creare una realtà attorno a me. Ho bisogno di legami, anche con i produttori, con il territorio, per costruire un progetto ampio e solido”. Il ruolo centrale del territorio è anche nei menù, due degustazioni che sono viaggi. In “Venti e Correnti” (nove portate) ci sono il luccio, il siluro, le sarde lacustri.